La Svezia: un esempio di etica aziendale

E non lo è perché le aziende facciano davvero tanto, ma perché fanno davvero poco.

La Svezia: un esempio di etica aziendale

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L'etica dell’impresa riguarda il modo in cui le aziende dovrebbero trattare i propri stakeholder, come i dipendenti, clienti, fornitori, creditori, residenti locali, politici, autorità, azionisti e, non ultimo, l'ambiente locale. Poiché la legislazione svedese regola già molte di queste questioni, l'etica aziendale è spesso considerata qualcosa che va al di là di ciò che richiede la legge. Se così non fosse, una buona etica significherebbe solo seguire la legge. Il fatto che in Svezia le società non debbano in larga misura prendere le proprie iniziative di responsabilità, ma possano contare sulla legge, è esemplare.

L'etica aziendale è solitamente denominata CSR (corporate social responsability, cioè responsabilità sociale d’impresa) e la maggior parte dei partecipanti al dibattito sembra concordare sul fatto che una CSR sempre più volontaria sia sempre auspicabile. Ma in realtà l'ideale dovrebbe essere l'opposto. I regolamenti su come le aziende dovrebbero trattare i loro stakeholder non dovrebbero essere volontari, ma obbligatori.

Il fatto che le aziende svedesi di solito non debbano prendere le proprie iniziative di responsabilità è in gran parte correlato all'ampia legislazione svedese.

Abbiamo una dettagliata legge sul lavoro, una forte protezione dei consumatori e un'ampia legislazione ambientale. Queste regole possono a volte essere un onere per i professionisti, ma il principio che le attività commerciali devono essere regolate principalmente dalla legge e da accordi vincolanti è assolutamente giusto.

Nessuno mette in dubbio che le aziende debbano salvaguardare i propri stakeholder, ma la legge dovrebbe essere solo un limite all’indecenza? Le domande sull'occupazione e sul licenziamento, sulla sicurezza sul lavoro, sulla sicurezza dei prodotti e sulle emissioni nocive per l'ambiente devono essere determinate soprattutto dalle stesse aziende? Se queste questioni sono importanti, non sono allora anche abbastanza importanti da essere regolamentate?


Per le aziende più illuminate, alcuni aspetti di etica aziendale sono una questione di autoregolamentazione.

Prendersi cura del proprio personale spesso porta a abbassare il turnover del personale, fare prodotti sicuri significa meno reclami e clienti più soddisfatti, e mantenere basse le emissioni può contribuire sia a una migliore reputazione che a un minor numero di conflitti con la comunità locale. Ma che una buona etica possa essere redditizia non è uguale a dire che lo sia sempre o che la maggior parte delle aziende lo comprenda. La creazione di un ambiente di lavoro sicuro, la produzione di prodotti sicuri e la riduzione dell'inquinamento provocano costi che non possono sempre essere recuperati sotto forma di un aumento del surplus finanziario.


Il moderno movimento della CSR ha avuto origine negli stati uniti negli anni '70 come contrappeso a una crescente tendenza normativa.

Negli stati uniti c'è un diffuso scetticismo nei confronti del big governement che non trova analoghi in svezia. Secondo l'approccio americano, lo stato non dovrebbe in via preferenziale interferire né nella finanza privata né nell'imprenditoria, ma lasciare che sia le persone fisiche che quelle giuridiche agiscano nel modo più libero possibile con le loro risorse e idee. Come risultato di questo spirito, tra gli individui e le aziende c’è una maggiore volontà di perseguire la beneficenza rispetto che dalla nostra parte dell'atlantico: "Poiché siamo tassati e regolati di meno, ci sono più opportunità di assumerci responsabilità". È in questo spazio che troviamo i sostenitori della CSR, che allo stesso tempo sono quelli più lontani dall'entrare in quello stesso spazio. Il volontariato non è fine a se stesso, e perciò è triste se l'argomentazione in favore delle misure volontarie di CSR viene percepito come un tentativo per contrastare la regolamentazione del governo. 

La discussione sulla responsabilità aziendale si basa solitamente sulla prospettiva dei professionisti e sulla loro volontà di compiacere i propri stakeholder.


Voglio ribaltare la prospettiva e sostenere che il dibattito sulla responsabilità dovrebbe essere visto principalmente dalla prospettiva degli stakeholder. In una democrazia ben funzionante, la legge è espressione della volontà della popolazione e ciò dovrebbe includere anche le regole per l'attività economica.

Le aziende contribuiscono alla società come produttori di beni e servizi, come datori di lavoro e come contribuenti. Sono principalmente questi contributi che costituiscono la loro ragione d'essere.

Ma in genere, le aziende sono gestite sulla base degli interessi degli azionisti e del management, il che può essere in contrasto con i desideri degli altri stakeholder. Per esempio, potrebbe essere allettante commercializzare prodotti economici ma che non sono sicuri. Ciò può portare i clienti con il tempo a prendere le distanze dall’azienda, ma solo dopo che si saranno verificati dei danni lungo il percorso. Affinché noi cittadini siamo in grado di garantire che il risultato dell'attività aziendale non sia dannoso, ma al contrario socialmente utile, i diritti e le opportunità degli stakeholder dovrebbero essere regolati attraverso leggi e accordi vincolanti.

Le aziende non sono organi politici e i loro interessi non esprimono di per sé gli interessi dei cittadini.

Il benessere sociale non è il motivo per creare e gestire un'impresa. La loro leadership non è scelta dal popolo e le loro attività sono radicate nelle richieste di redditività. Il nostro sistema politico è composto dagli organi a cui abbiamo dato mandato di organizzare e regolamentare il modo in cui vogliamo vivere insieme nella società. Ciò diventa particolarmente evidente nelle aree problematiche che richiedono un ampio coordinamento. Per esempio, il problema del clima non è risolto dal fatto che pochi attori riducono volontariamente le loro emissioni di gas serra, ma richiede una regolamentazione da un punto di vista politico che si applica a tutte le aziende che operano in un particolare settore.

Il fatto che le aziende svedesi non considerino la CSR come una questione importante lo si può notare nei loro dossier sulla responsabilità sociale delle imprese, che per molti aspetti riguardano la conformità, ossia l'osservanza della legge. L'asticella è posta a un livello in cui è considerato sufficiente rispettare la legge per assumersi la propria responsabilità sociale. La svezia è uno dei pochi paesi che ha anche un ambasciatore della CSR, ma questa carica è di competenza del ministero degli esteri. La CSR è considerata una questione estera, ovvero qualcosa che le società svedesi devono prendere in considerazione quando agiscono in paesi con legislazione insufficiente o sistemi legali inadeguati.

Il fatto che in svezia abbiamo una democrazia funzionante ha portato a una legislazione che garantisce ampiamente i diritti delle parti interessate.

La svezia non è un'utopia, certamente ci sono problemi con tutto questo, ma in generale le persone hanno scelto di fare richieste elevate attraverso i loro rappresentanti eletti. Tuttavia, ci sono delle eccezioni. Per esempio, molte delle principali banche svedesi hanno recentemente aiutato attivamente i clienti a fare una pianificazione fiscale tramite società di comodo in paradisi fiscali, cosa che è probabilmente legale ma che suona sbagliata nella percezione del pubblico sui comportamenti etici. La soluzione non è quindi quella di basarsi sulla bussola morale delle banche, al contrario questi accordi dimostrano che le regole dovrebbero essere ampliate e rafforzate. C'è spazio per la CSR volontaria in svezia, quando le regole non corrispondono all'opinione pubblica o quando un'azione al di fuori della legge avvantaggia le stesse società. In definitiva la CSR non dovrebbe essere necessaria. L’ambiente di lavoro inadeguato e i problemi di emissione dell'industria manifatturiera nei paesi meno sviluppati non sono dovuti, in definitiva, alle società che fanno troppa poca CSR, anche se questo è un dato di fatto. Il problema fondamentale è che le loro democrazie e i loro sistemi legali non funzionano come dovrebbero. L'ideale è che i cittadini di questi paesi finiscano per avere sistemi politici funzionanti. Quel giorno, la CSR potrà essere una cosa del passato.


Traduzione di Matteo Cresti

Pubblicato originariamente su sans nr. 2, 2019

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